
Coldiretti Campania risponde alle accuse infondate della Cospa Abruzzo: “Stop alle polemiche inutili sul Parco Nazionale del Matese”
PoliticaRiceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Coldiretti Campania.
“La risoluzione delle problematiche legate alla trasformazione in Nazionale del Parco Regionale del Matese deve unire e non dividere. Questo il messaggio lanciato dalla Coldiretti Campania e rivolto a quanti lanciano accuse contro chi ha realmente a cuore la salvaguardia di tutte le componenti interessate: agricoltura, allevamento e semplici cittadini.
Suscita scalpore l’infelice uscita di Dino Rossi di Cospa Abruzzo che inventa tutta una serie di accuse infondate senza mai essere stato presente al percorso che ha portato alle notizie di questi giorni.
La Coldiretti Campania si chiede dove fosse, se esisteva, la Cospa Abruzzo, quando si è cominciato a discutere dell’opportunità di creare le linee guida di un Parco Nazionale istituito con legge dello Stato il 27 dicembre 2017. A quei tempi la Coldiretti era già al lavoro predisponendo documenti ed incontri con i Comuni e i soci interessati, chiamando al tavolo tutti gli esperti del settore per approntare le giuste tutele e sottolineando già a suo tempo le problematiche del passaggio.
Inoltre iI 31 gennaio 2020 le Coldiretti Campania e Molise in un incontro pubblico con la presenza di oltre 500 soci ed amministratori locali presentarono la proposta di regolamento per il Parco. Anche perché è opportuno ricordare alla Cospa Abruzzo (che oggi cerca pubblicità attraverso l’invio di un comunicato stampa) che la Federazione Campana aveva già vissuto la nascita del Parco Regionale del Matese fin dal 1993, anche se la sua entrata effettiva in funzione risale al 2002. In quegli anni aveva organizzato altre manifestazioni ed eventi per poter evitare che venissero adottate le forme di salvaguardia che poi, come evidenziato nell’ultimo intervento alla Camera Dei Deputati di qualche giorno fa, hanno provocato uno spopolamento dei Comuni e delle attività agricole del territorio.
Oggi i numeri parlano chiaro. A San Gregorio Matese siamo passati dai 50mila ovini del 2002 ai 4mila di oggi. Mentre l’impossibilità di avere una licenza edilizia per fare un caseificio aziendale ha spinto verso la partenza quelle persone che non hanno la possibilità di lavorare. Ha fatto nel 2020 un piano urbanistico per comprendere se era possibile superare le norme di salvaguardia nelle zone agricole non vincolate, senza avere risposte. La perdita di tutti questi abitanti è la conseguenza di questo immobilismo che ha privato il Parco Regionale del Matese del 13,87% degli abitanti che aveva in origine.
Per questo invitiamo la Cospa Abruzzo ad informarsi prima di stilare comunicati e soprattutto a lavorare nel reale interesse di agricoltori, allevatori e cittadini della zona del Matese.”